Franz Ferdinand Tour 2005

Franz Ferdinand Tour 2005

FF.it vi presenta lo speciale Tour 2005 realizzato grazie al materiale arrivato in redazione
dal pubblico dei tre concerti italiani!


milano
mazdapalace
17 dicembre 2005

firenze
saschall
18 dicembre 2005

bologna
paladozza
19 dicembre 2005


milano
mazdapalace
17 dicembre 2005

Intervista!
Video Reviews
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Intervista

INTERVISTA AD ALEX KAPRANOS
17 dicembre 2005, Milano

Domanda di +Franz84+ :come vi immaginate tra 10 anni?
Alex: “oh, non voglio proprio doverlo fare! Dieci anni fa non avevo la minima idea di cosa avrei fatto oggi, e allo stesso modo non voglio immaginare cosa farò tra dieci anni, sarebbe davvero una noia! Perché, tu cosa immagini che farai tra dieci anni?”

FF.IT: “ ehm……”

Domanda di theruben: chi vi piacerebbe avere come gruppo spalla, dopo The Rakes?
(Bob e Alex si consultano velocemente tra loro: “A che ora suonano loro?” “Alle otto”)
Alex: non proprio come gruppo spalla, ma come gruppi con i quali ci piacerebbe andare in tour… Iggy and the Stooges, The White Stripes, e… (con tono convinto) BECK! Sarebbe un bell’insieme di gruppi con i quali suonare, sarebbe fantastico.

Domanda di fffrankie: 1) come nasce in genere una vostra canzone? nasce prima il testo o la musica?
Alex: È diverso, certe canzoni… no, succede in modi diversi, ovviamente il modo migliore sarebbe insieme, ma per alcune canzoni è la musica, per altre sono le parole…

2) c’è un qualche gruppo o cantante (vivo o no) con il quale vi sarebbe davvero piaciuto duettare?
Bob e Alex, senza pensarci due volte: “George Harrison.”

Domanda diroru: Come riuscite a conciliare l’attività di musicisti a quella di fotomodelli? Non vi sembra strano tutto il tempo impiegato per mettersi in ghingheri per le foto dei giornali?
Alex: Noi non ci consideriamo davvero granché dei modelli, non indossiamo vestiti di qualcuno solo come fotomodelli: spesso facciamo foto per riviste o quotidiani che vogliono scrivere un articolosu di noi o sulla nostra musica, ma non saremo mai gli “appendini” di nessuno, sono cose che non faremmo mai, no.

FF.IT: quindi non vi sembra una perdita di tempo?

Alex: cosa, farsi fare delle foto?

FF.IT: sì-

Alex: tipo essere in una stanza come qui oggi e farsi fotografare con i fan?

FF.IT: Nooooooo, intendevamo più il tipo di super-servizio di moda alla Zoolander…

Alex: di quelli non ne facciamo.

FF.IT: … noi un paio ne abbiamo visti…

Alex: No beh, ne abbiamo fatto qualcuno, ma mai il servizione di moda tipo Zoolander, no.

Domanda difantomius.ff: A quando il 3° album??(o comunque qualche anticipazione di quello che hanno in mente)
Alex: Sì.. beh.. non so che canzoni ci saranno dentro..

(dagli altoparlanti del Palamazda si diffonde il tema di Doctor Who)

FF.IT: Doctor Who, magari…

Alex: sì quello sarebbe carino! Comunque sarà probabilmente diverso dai primi due, credo che il prossimo sarà più un robusto disco di musica pop rispetto ai primi, sì, sarà più pop.

Domanda di Keith: il disco è totalmente autoprodotto? o nel caso (più probabile) contrario: quanto ha pesato nelle scelte dei suoni, l’intervento di uno o piu esterni?
Alex : … in quale disco?

FF.IT: quello attuale. Qualcuno lo ha un po’ “tweaked” (modificato, abbellito)

Alex: (sorpreso) tweaked it?

FF.IT: sì, è evidente!

Alex: (ridendo): non è vero!

Bob: abbiamo lavorato con Rich Costey…..

Alex:ma cosa intendete per modificato?

FF.IT:Che il primo era davvero diretto, basso/chitarre/batteria, mentre il secondo ha tutti quegli effetti nuovi, tipo” Bowie e Eno nel periodo berlinese”…

Alex: A dire il vero a me sembra il contrario! Direi che nel primo disco si sente molto di più la produzione, mentre il secondo… il secondo è come una band che suona dal vivo in studio, e gran parte degli effetti che si sentono li abbiamo creati noi in studio, sono semplici trucchetti da studio di registrazione.

Domande di Ala Nera: 1) Noi fans italiani ci siamo esaltati per mesi alle notizie che circolavano sul vostro secondo album, in particolare al fatto che sarebbe stato senza titolo e con la stessa copertina del primo ma con colori diversi. Come mai avete poi deciso di dare un titolo all’album e cambiare totalmente la copertina? E’ stata solo questione di marketing?
Alex: oh cielo, no! Anzi, quando abbiamo detto all’etichetta che volevamo farlo erano molto contenti, era una cosa entusiasmante da fare, perfino l’etichetta in America ha detto “sì è interessante, lo possiamo fare”. Ma alla fine abbiamo cambiato idea e abbiamo deciso di dare un vero titolo al disco, abbiamo deciso di chiamarlo “You can have it so much better” e abbiamo deciso una nuova copertina. Sarebbe sembrato troppo artificioso avere lo“stesso disco” più e più volte.

FF.IT: Vi sentite mai artificiosi?

Alex: credo che il fatto di essere su un palco renda per forza un minimo artificiosi, ma noi ci sforziamo di non esserlo.

2) “Outsiders” è la canzone più bella di YCHISMB, anzi la vostra canzone più bella in assoluto. Come mai avete deciso di metterla come ultima canzone nel cd?
Bob: è una specie di gran finale.

FF.IT (speranzosi): è forse un “prossimamente” per il nuovo disco?

Alex: Sì, in qualche modo sì, qualcosa nel giro di basso… ma dal vivo la canzone è molto diversa, è più energica che su disco.

FF.IT(sbavando in attesa del concerto) Bene!

Alex: sì sì, è davvero meglio dal vivo!

Domanda di michele zambi : I video: c’è il vostro zampino o è solamente la vostra capacità di scegliere i registi??
Bob: no, siamo molto coinvolti, cerchiamo noi i registi…

FF.IT: chi ha fatto WALK AWAY, che è molto bello?

Alex: Scott Lyons, che ha realizzato il nostro primissimo video DARTS OF PLEASURE.Sapevamo da sempre che gli interessano molto i vecchi film inglesi, e quindi gli abbiamo parlato, perché aveva già fatto per noi Darts of Pleasure e abbiamo pensato che sarebbe stato bello chiamarlo; e anche lui è stato molto contento.

FF.IT: Questo, ovviamente, qualche decina di migliaia di sterline di budget dopo..

Alex: sì, avevamo sicuramente un pochino più di budget questa volta!

Domanda di @lex: che metodo utilizzi per riscaldare la voce prima di cantare? Ci sono dei trucchi?
Alex: Oh, certo che ce ne sono! Io prima non facevo mai gli esercizi per riscaldare la voce, e infatti, alla fine perdevo sempre la voce. Ma ci sono un paio di cose utili, adesempio le classiche scale (intona la classica scala musicale da esercizio) con le note che salgono e scendono; e qualcuno tempo fa mi ha anche mostrato un metodo ottimo se ti senti la voce costretta, o appiattita, basta mettere le dita qui (mette le dita sui due lati delle guance) e fare questo verso:

BRBRBRBRBRBRBRBRBRBRBRBRBRBRBRRRRRRRR…..

Fare così è ottimo per rilassare le corde vocali. Mentre lo fai sembri un idiota, ovvio, e dal suono ti prenderanno per uno con lievi turbe mentali, ma funziona davvero!

Domanda di TUTTI sulle due canzoni da dedicare a FF.IT!
Alex: Sì, cercheremo di suonare le due canzoni, non dirò a che punto, diciamo che lo terremo come sorpresa. Ma… davvero avete fatto un sondaggio per scegliere le canzoni?

FF.IT: eccome, anzi, è andato avanti almeno due mesi..

Alex: accidenti! (ride)

FF.IT: siamo un fan club abbastanza litigioso….

Alex: Oh my! Mi piace il fatto che nessuna delle due sia un singolo, è una scelta molto cool: non sono singoli e non sono B-side. Quando la gente ci fa richieste del genere tende a chiedere canzoni davvero scontate, come “Matinée”, o altrimenti vuole sentire le cose più oscure che abbiamo mai registrato, come “Missing you” o “Van Tango”..

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Reviews del concerto di Milano

REVIEW BY PERSICO

Coinvolgente. Senz’altro è laparola che riassume in maniera appropriata la data più attesa del micro-tour italiano dei Franz Ferdinand.

La location viene spostata dal Palladio al Mazda Palace per un’esuberante richiesta dei posti, e anche nella seconda location possiamo testimoniare un “tutto esaurito” con spalti e platea stracolmi.

Ma veniamo al sospirato concerto dei FF che tornano a Milano dopo più di un anno e mezzo dal mitico concerto al Rainbow del Marzo 2004 quando erano ancora una (semi) sconosciuta band scozzese e non erano ancora additati come la miglior promessa del rock mondiale.

Dopo un’entusiasmante esibizione dei Rakes entrano in scena i quattro di Glasgow che aprono con uno dei pezzi più ballabili del nuovo album: This Boy. Il pubblico inizia a scaldarsi ed è pronto per la hit che tutti conoscono (e molti conoscevano solo quella) Do You Want To, Dove si scopre una scenografia piccola ma di grande effetto con degli alti parallelepipedi rotanti che compongono, a seconda del lato, la copertina di “You Could Have It So Much Better” o delle foto in bianco e nero della band. Scenografia che è una sorta di variazione sul tema di quella originale di questo tour, che prevedeva quattro gigantesche ”lame” di schermo verticali. Do You Want To semina il delirio tra il pubblico che balla e canta a squarciagola (sbagliando spesso le parole a dire il vero). Si continua con nuovi (I’M Your Villain, The Fallen, You’re the reason i’m living, Walk away…) e vecchi pezzi (Auf Achse, Come On Home Tell Her Tonight…). Ovviamente quando arriva il momento di Take Me Out e Matinèe la folla impazzisce e salta all’unisono sulle note martellanti di questi due “classici” della band. Dopo Michael i franz scendono dal palco ma il pubblico non ha nessuna intenzione di andarsene e quindi gli scozzesi tornano per scontati e dovuti encore. Si riparte quindi con Jacqueline, eseguita, al solito, con velocità e ritmo irresistibili e si finisce con l’apprezzatissima This Fire che chiude la data milanese.

In particolare nell’intero set sono da segnalare una commovente Eleanor, rivoluzionata rispetto all’album version, e l’allucinante energia di Outsiders, oltre, ovviamente, alle scontate ma sempre affascinanti esecuzioni di 40 ft e Darts of Pleasure.

Passando alle sentenze, pur sempre limitate e parziali, il concerto è stato ricco di energia ma menomato da un’acustica e un missaggio indecente che hanno privato l’esibizione di alcune sfumature interessanti che però erano impossibili da distinguere visto che neanche la voce di Alex era ben distinguibile. I quattro erano scatenati ed in forma, c’era una chiara intesa nella band con Alex e Nick che hanno “giocato” per tutto il concerto, e poi: scambi di strumenti, batteria suonata in tre (influenza dei mitici Arcade Fire?)…

Scaletta completa ma non particolarmente originale e ci sono grandi assenti come la mitica Cheating On You (ormai scomparsa in tutte le esibizioni) e anche la stessa You Could have It So Much Better inoltre nessuna b-side che sarebbe stato un tocco di stile in più veramente apprezzato

Insomma un concerto nella media per i Franz Ferdinand ma bello come pochi se ne vedono in Italia…
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REVIEW BY CANCER

” Ragazzi… non ho parole per descrivere la giornata che ho passato ieri… dalla Feltrinelli al Mazda Palace… WOOOOOW!!! Sono arrivato alla Feltrinelli 1 ora prima dell’incontro con i Franz e già c’erano molti fan ad aspettare… intanto la saletta si riempie e gli animi si surriscaldano. I franz al completo arrivano con una bella mezz’oretta (se non ricordo male) di ritardo, ma tutto viene perdonato! Ci stringono le mani (io sono nella primissima fila e Alex mi guarda negli occhi dicendo “thanks”)!! Le inflessibili guardie del corpo ci permettono a 4 alla volta di poter incontrarli di persona.. appena tocca a me il cuore mi si ferma! Alex è il primo, gli ristringo la mano e gli faccio mille complimenti..mi faccio fare l’autografo di rito e gli chiedo se posso fare una foto con lui..e gentilissimo mi risponde “sure”!! Quella foto la terrò sempre con me!!!!!! Poi tocca a Nick che gentilissimo mi stringe la mano e mi autografa il foglietto vicino all’autografo di Alex e mi disegna una faccina sorridente! Poi Bob che sembrava un po’ impacciato o forse scazzato, ma è tipico della sua natura! ^_^ Comunque mi fa l’autografo e mi sorride ( a me basta questo!) e poi il mito Paul!!!! E’ semplicemente un grande!!!!! Autografo con freccina sulla sua foto per indicare che è lui (!!!!!!!!!!) e foto (che purtroppo nn è venuta xchè si erano esaurite le batterie (aaaaaargh). e me ne vado… contentissimo come non mai, ma già con la testa al concerto!! Mazda Palace ore 19. Pienone all’ingresso..cancelli aperti e tutti dentro! Birra che scorre a fiumi e …strani fumi che rallegrano lo spirito! (ah ah!) ci sediamo belli tranquilli in attesa delle performance. verso le 20.20 entrano in scena i Rakes che non avevo mai sentito, ma subito mi entrano in testa con canzoni bellissime e il cantante superfigo che beveva (birra??) sul palco e sparava cazzate a raffica!! l’ambiente si surriscalda subito!! e dopo una lunga attesa eccoli!!!! Entrata trionfale e via!!! Suonano tutte le canzoni del vecchio album (tranne come on home se nn sbaglio)e quasi tutte quelle del nuovo. Per la scaletta precisa chiedo lumi a chi non era troppo esagitato (o fumato??) e ha preso nota di tutto! eh eh! Concerto STRAORDINARIO…hanno suonato benissimo e ci hanno esaltato un casino!! tutti a ballare e a battere le mani!! Alex e Paul scatenati… dio che bello!!!! a metà concerto però a sorpresa dicono “that’s all” e se ne vanno….noi sbalorditi ci guardiamo negli occhi “ma come????” e li chiamiamo a gran voce…e loro…ritornano e ci suonano altre canzoni (tra le quali Jacqueline che è la mia preferita!)…. alla fine del concerto sono rimasto seduto x un quarto d’ora e nn me ne volevo andare!!!!!! E’ stata una serata magnifica e i Franz si sono rivelati essere la migliore band…e con differenza!!!!! uh, dimenticavo… GRAZIE anche a voi ragazzi…siete stati dei grandissimi e sono certo che i Franz abbiano apprezzato tantissimo!!! ultima cosa… hanno dedicato anche diverse canzoni a delle ragazze (alcune conosciute al Rainbow dove hanno ballato la sera prima insieme a noi). GRANDI FRANZ!! COME SEMPRE!!!!!! “
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firenze
saschall
18 dicembre 2005

Video Reviews
Foto Forum


Reviews del concerto di Firenze

REVIEW BY ALESSIO CACCIATORE

Senza ombra di dubbio la band scozzese ha conservato la grinta e l’aggressività che l’aveva contraddistinta nel precedente tour. Sempre instancabili e rapidi nel passare da un pezzo all’altro, accolti dal pubblico nel migliore dei modi, i Franz Ferdinand hanno ricambiato generosamente con un’impeccabile esibizione, lasciando sbalordite le circa duemila persone presenti. Il quartetto è riuscito a creare un’atmosfera insuperabile durante l’esecuzione di alcune ballate e un ottimo contatto con un pubblico “in festa” nel corso di pezzi come “The Dark of the Matinée”, “Do You Want to” e “Take me out”, singoli estremamente rappresentativi dei due album editi. Spettacolo ed entusiasmo aumentano proporzionalmente ai brani, eseguiti in maniera speciale, arricchiti, resi ancor più unici e brillanti per coinvolgere e incantare.Oltretutto durante l’esecuzione di un brano intitolato “Outsiders” si vedono quattro bacchette che picchiano impetuosamente e contemporaneamente su di una sola batteria grazie all’audace e fantasioso contributo dell’acquisito tastierista.Onori e gloria dall’Italia per la band rivelazione del 2004.
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L’AFTERSHOW DI FRANCESCA MAZZOLENI

” Ragazzi… non ho parole per descrivere la giornata che ho passato ieri… dalla Feltrinelli al Mazda Palace… WOOOOOW!!! Sono arrivato alla Feltrinelli 1 ora prima dell’incontro con i Franz e già c’erano molti fan ad aspettare… intanto la saletta si riempie e gli animi si surriscaldano. I franz al completo arrivano con una bella mezz’oretta (se non ricordo male) di ritardo, ma tutto viene perdonato! Ci stringono le mani (io sono nella primissima fila e Alex mi guarda negli occhi dicendo “thanks”)!! Le inflessibili guardie del corpo ci permettono a 4 alla volta di poter incontrarli di persona.. appena tocca a me il cuore mi si ferma! Alex è il primo, gli ristringo la mano e gli faccio mille complimenti..mi faccio fare l’autografo di rito e gli chiedo se posso fare una foto con lui..e gentilissimo mi risponde “sure”!! Quella foto la terrò sempre con me!!!!!! Poi tocca a Nick che gentilissimo mi stringe la mano e mi autografa il foglietto vicino all’autografo di Alex e mi disegna una faccina sorridente! Poi Bob che sembrava un po’ impacciato o forse scazzato, ma è tipico della sua natura! ^_^ Comunque mi fa l’autografo e mi sorride ( a me basta questo!) e poi il mito Paul!!!! E’ semplicemente un grande!!!!! Autografo con freccina sulla sua foto per indicare che è lui (!!!!!!!!!!) e foto (che purtroppo nn è venuta xchè si erano esaurite le batterie (aaaaaargh). e me ne vado… contentissimo come non mai, ma già con la testa al concerto!!

Mazda Palace ore 19. Pienone all’ingresso..cancelli aperti e tutti dentro! Birra che scorre a fiumi e …strani fumi che rallegrano lo spirito! (ah ah!) ci sediamo belli tranquilli in attesa delle performance. verso le 20.20 entrano in scena i Rakes che non avevo mai sentito, ma subito mi entrano in testa con canzoni bellissime e il cantante superfigo che beveva (birra??) sul palco e sparava cazzate a raffica!! l’ambiente si surriscalda subito!! e dopo una lunga attesa eccoli!!!! Entrata trionfale e via!!! Suonano tutte le canzoni del vecchio album (tranne come on home se nn sbaglio)e quasi tutte quelle del nuovo. Per la scaletta precisa chiedo lumi a chi non era troppo esagitato (o fumato??) e ha preso nota di tutto! eh eh! Concerto STRAORDINARIO…hanno suonato benissimo e ci hanno esaltato un casino!! tutti a ballare e a battere le mani!! Alex e Paul scatenati… dio che bello!!!! a metà concerto però a sorpresa dicono “that’s all” e se ne vanno….noi sbalorditi ci guardiamo negli occhi “ma come????” e li chiamiamo a gran voce…e loro…ritornano e ci suonano altre canzoni (tra le quali Jacqueline che è la mia preferita!)…. alla fine del concerto sono rimasto seduto x un quarto d’ora e nn me ne volevo andare!!!!!! E’ stata una serata magnifica e i Franz si sono rivelati essere la migliore band…e con differenza!!!!!

uh, dimenticavo… GRAZIE anche a voi ragazzi…siete stati dei grandissimi e sono certo che i Franz abbiano apprezzato tantissimo!!! ultima cosa… hanno dedicato anche diverse canzoni a delle ragazze (alcune conosciute al Rainbow dove hanno ballato la sera prima insieme a noi). GRANDI FRANZ!! COME SEMPRE!!!!!! ” Vi ho lasciato poco tempo fa con un articolo-elogio dei cinque nuovi scozzesi che con due album hanno stravolto l’attuale scena musicale dell’indie rock: i Franz Ferdinand. E ora mi ritrovo a raccontare il mio incontro con i mitici. I strani giochi del destino.

18 dicembre 2005, in attesa dell’inizio del concerto dei Franz Ferdinand. La fila fuori dal Sashall cresce di minuto in minuto. Ho conquistato una decente quarta fila per adesso, non so cosa diventerà dopo.

Manca meno di un’ora all’inizio e finalmente, dopo un pomeriggio di attesa, si aprono le porte… l’inferno. Inizia una corsa tra i corridoi del teatro, e la nostra meta si erge maestosa davanti a noi: il palco. Col mio gruppo corriamo verso destra, evitando spinte e sabotaggi da parte degli altri concorrenti alla gara. Conquistiamo una buonissima terza fila, ancora non sapevamo che ai primi accordi saremmo stati spintonati e trasportati dalla parte opposta del teatro…

Ci raggiunge un ragazzo della Domino, vengono distribuiti i 10 pass per l’after show. Non ho neanche il tempo di realizzare che mi sento nominare come primo nome della lista, ci ho sempre sperato è vero, ma realizzare non è facile… Mi passa il preziosissimo pass. Lo conserviamo tutti per prevenzione, con quel clima c’era davvero rischio di scippo… non c’è nulla di più pericoloso dei fans rockettari prima dell’inizio di un concerto…

Le luci si spengono, e dopo urla e applausi entrano in scena i The Rakes. E’ strano osservare come vi siano ragazzi venuti solo per ascoltare il gruppo d’apertura, è un segno che i The Rakes sono già grandi, e tra poco anch’essi esigeranno un proprio gruppo spalla.

Il clima nel teatro è già caldo, bollente, è arrivato il momento… Dopo quattro o cinque canzoni i Rakes lasciano la scena ai protagonisti della serata. Un tuffo al cuore, il silenzio, ed ecco che il boato delle 2000 persone del teatro Sashall accoglie l’entrata sicura di Alex Kapranos, Nick, Paul e Bob. Qualche accordo, poche note, il pubblico è in attesa di riconoscere la canzone che aprirà il concerto: è This Boy, successo dell’ultimo album. Non ho il tempo di riprendermi dalla vista di Alex a pochi metri da me che un’ondata di spinte partita da non so quale parte del teatro è arrivata fino a noi, poveri disgraziati delle prime file senza via di fuga. Inutile illudersi che gli spintoni finiranno presto, continua così per tutto il concerto. A Do You Want To il pubblico va letteralmente in delirio e improvvisamente i ragazzi che mi stanno attorno, con cui avevo socializzato, sono sopra la mia testa, trasportati da decine di braccia e rigettati sopra le bodyguards. E io, povera vittima, cerco di sottrarmi a questa triste sorte e mantenere salda la mia posizione e il mio centro di interesse: Alex, Nick, Paul, Bob.

Le canzoni si succedono senza sosta, mai vissuto un concerto simile, si tratta di una vera e propria festa.

Alex è un animale da palcoscenico: appena ha l’opportunità di allontanarsi dal microfono si aggira per il palco movendosi al ritmo delle sue stesse note, e si piega su se stesso, salta, ruota, tutto con la sua classe da ragazzo glam degli anni ’70. Sale sulla pedana della batteria dando le spalle al pubblico e, in un equilibrio precario, continua a suonare la sua chitarra, illuminato frontalmente da un faro potentissimo che mette in risalto la sua sagoma. Una vera e propria statua greca (e di greco Mr Kapranos ha davvero molto, lo sappiamo).

Al diciottesimo brano ci si rende conto che dai sogni prima o poi ci si risveglia, e così anche questa avventura è destinata a finire… Sulle note di This Fire si chiudono le (quasi) due ore di esibizione dei Franz Ferdinand.

Il primo pensiero “wow… ho ancora tutti i pezzi apposto e a parte qualche livido sono ancora viva”, il secondo pensiero “quanto dovrò aspettare per il prossimo tour?”, e infine acquistando un po’ di lucidità “oh cavolo… c’è qualcosa di più importante del concerto che mi aspetta… l’after show…”.

Il teatro lentamente si svuota. Rimaniamo in dieci e dopo aver passato vari controlli veniamo condotti al piano superiore.. Ci sediamo, scambiamo qualche chiacchiera sull’esibizione, viviamo questa attesa come in trance. Mi rigiro un disegno tra le mani, è un ritratto di Alex che ho preparato in treno durante il tragitto Roma-Firenze, dietro gli ho scritto una dedica, non so neanche perché… speravo di poterglielo lasciare? Ci raggiunge Marco, che mi vede con lo sguardo perso verso il palco e un atteggiamento decisamente poco tranquillo. Mi avverte “Fra… stanno per arrivare”. “Eh?”.

Si sente qualcosa: delle persone che salgono le scale e vengono verso di noi. A guidare la fila è Alex Kapranos. Attivo il mio sistema di autocontrollo in situazioni estreme e mi dirigo istintivamente verso di lui. Da qui fino ai prossimi 15 minuti solo flash, e ricordi indimenticabili.

Lo abbraccio, lui ricambia. Poi osserva il mio look e mi fa i complimenti per la cravatta arancione psichedelica. Gli altri ragazzi vanno a chiacchierare con Paul, Nick e Bob mentre io monopolizzo Alex. Gli porgo il ritratto, lo osserva, mi chiede se davvero l’avevo fatto io, commenta gli occhiali che aveva nel disegno, mi racconta come li ha persi nello scorso tour. Poi gira il foglio e legge il mio nome con una pronuncia perfetta, strano per un greco-scozzese. E poi parliamo, parliamo… Mi limito a riassemblare le quattro regole di inglese che mi porto dietro dalle elementari per formulare una frase di senso compiuto. Stranamente ci capiamo alla perfezione. Così, approfittando di questo clima “amici da una vita” gli chiedo una foto insieme, la posa non è delle più classiche, Alex è divertito, il risultato è stupendo. Gli squilla il telefono, penso sia Eleonor, la sua ragazza alla quale ha dedicato una canzone tenerissima nel secondo album, si scusa con me per l’interruzione.

Finita la chiamata lascio il posto agli altri ragazzi e mi presento a Paul, Nick e Bob, faccio qualche foto e ovviamente vengo calamitata nuovamente verso Alex.. Mi appoggio alla parete, accanto a lui, e lo osservo mentre firma gli autografi e risponde a qualche intervista, fin quando noto che numerose volte si gira dalla mia parte e mi sorride. Comportamento che ancora devo codificare. L’incontro era andato così alla perfezione che tutti avevano fatto ciò che volevano e ci coglie alla sprovvista un momento di vuoto. Così Alex si gira verso di me e inizia a farmi delle domande. Incredibile, ok, invertiamo i ruoli. Riprendiamo la discussione, che va dalle ore di viaggio roma-firenze, poi parliamo della mia città, della sua esibizione agli mtv music award, del modo in cui l’ho conosciuto, e infine gli chiedo se come tappe per il prossimo tour hanno in programma di ritornare a Roma. Alex mi risponde che è uno dei primi obbiettivi che avevano in mente. Che sollievo. Abbiamo pure l’esclusiva.

Saluto Paul e Bob che se ne stanno per andare, mi giro dall’altra parte e vedo Alex sulle scale che dà uno sguardo fugace verso tutti, poi arriva a me, mi saluta con la mano, ha ancora il mio ritratto in mano.

Marco mi raggiunge e dopo aver controllato il mio stato psichico mi accompagna fuori dal teatro. Tutti vogliono sapere, ma io devo ancora elaborare quello che è successo. Racconto qualcosa alla mia migliore amica, e arrivata al momento dei complimenti alla mia cravatta Marco mi suggerisce che avrei potuto regalargliela. Così gli chiedo se avrebbe potuto dargliela lui il giorno seguente, visto che gli avrebbe accompagnati nell’ultima tappa a Bologna e ovviamente accetta.

Viaggio di ritorno Firenze-roma… Ritrovo nel mio vagone molti ragazzi del concerto, ancora immersi in commenti sugli assoli di Nick e le tonalità di Alex. E io non sono più impegnata a preparare macchine fotografiche, telecamere e dediche su ritratti. Ma con le note di Come on Home nella testa posso solo riguardarmi quelle foto stupende, e ripercorrere passo passo ogni istante di quella giornata.

Due giorni dopo, quando credevo che ormai nient’altro sarebbe potuto succede, un sms mi riporta nel mio sogno… è Marco della Domino… “Ho dato la cravatta ad Alex prima del concerto… Non ci potrai credere, ma appena l’ha vista mi ha fatto “Oh yes, Francesca”.
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bologna
paladozza
19 dicembre 2005

Video Reviews
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Reviews del concerto di Bologna

REVIEW BY MONIA

Era da secoli che non arrivavo nel pomeriggio per un concerto, c’era un freddo cane e la mattina avevo già avuto sentore di un raffreddore in arrivo, ma stoica alle 16.30 ero già lì insieme ai miei amici. Non ci siamo nemmeno messi in fila, tanto c’era solo un gruppetto di cinnazze, età media 16 anni, che sospettavo avessero in borsa i terribili pupazzetti che già a Milano avevano fatto capolino. Siamo rimasti in piedi davanti all’entrata posteriore, quella dov’erano parcheggiati i loro pullman; non so nemmeno io se ci aspettassimo veramente che uscisse qualcuno e se avremmo poi avuto la forza di togliere le mani dalle tasche, prendere il booklet e la macchina fotografica e chiedere autografo e foto. Chi entrava ed usciva in continuazione erano i Rakes, che noi sinceramente nemmeno abbiamo riconosciuto, ce ne siamo resi conto dopo, quando li abbiamo visti sul palco. L’unico membro dei Franz che ha trovato il coraggio di mettere il muso fuori dal palazzetto è stato Paul, ma poverino è uscito in semplice maglioncino e quindi non abbiamo avuto il coraggio di fermarlo, ci siamo limitati a salutarlo, lui si è scostato il ciuffo dalla faccia e ha ricambiato il saluto con un sorriso. Finalmente verso le sette ci siamo messi tutti in fila in attesa di entrare; naturalmente le cinnazze all’inizio della fila, prese dalla foga di raggiungere la prima fila, si sono scaraventate attraverso l’apertura con il risultato che si è creato un grande tappo e non riusciva più a passare nessuno. Alle 7.15 ci incontriamo con Marco, il ragazzo che ci deve portare al meet and greet con la band. Io naturalmente sono scettica fino all’ultimo e finchè non vedo con i miei occhi la band al completo venire verso di me non ci credo che riusciremo a incontrarli. Scopro che saremo in dieci ad avere questo onore, non avendo però nessuno di noi i pass, subito quelli della security iniziano a romperci le palle (chissà perchè questi tizi devono sempre credersi degli dei in terra). Dopo parecchie telefonate finalmente ci fanno passare e noi scendiamo nei meandri del palazzetto e ci fermiamo in un salone squallido pregno di puzza di pesce! Il primo ad arrivare è Paul, si presenta, dà la mano a tutti, nota il booklet del disco nelle nostre mani e si mette subito ad autografarlo, dopodichè si offre lui stesso per fare le foto. E’ molto gentile e alla mano, non parla molto ma è molto dolce e a mio parere in quanto a look potrebbe entrare di diritto nei Weezer! Il secondo ad arrivareè Alex, seguito a ruota da Bob: Alex sembra tutto timidino, anche lui dà la mano a tutti, ci chiede come mai siamo al meet and greet, e noi rispondiamo che lavoriamo per loro collaborando al sito e distribuendo volantini, in realtà è molto loquace, infatti poco dopo ci dice ‘ma come? il meet and greet è già finito?!?’, anche lui molto gentile, disponibile e alla mano. Bob per me è l’emblema della dolcezza e della tranquillità, è così pacioccoso, ha sempre la stessa espressione serena sul viso e quando sorride sembra un bambino. Nick è l’ultimo ad arrivare, lui sembra proprio l’esatto opposto di Bob, è il diavoletto, ha questa perenne espressione canzonatoria, biricchina, ride e scherza con tutti e s’innamora dei capelli di Laura, arrivando a constatare dispiaciuto che i suoi sono troppo corti per poter essere belli come quelli di lei. Terminato il meet and greet ce ne torniamo tutti felici in platea con i nostri autografi e le nostre foto. C’è già parecchia gente e io inizio a dubitare di poter arrivare davanti…e invece scorgo in seconda fila una persona che conosco e con cui non parlo da secoli e quindi ne approfitto per passare davanti a tutti. I Rakes me li vedo in una buona posizione, la gente è abbastanza tranquilla, davanti le cinnazze sembrano apprezzare molto la loro musica e felici come delle pasque imitano movimento per movimento il cantante tanto che ad un certo punto, come constata il mio amico, non si capisce più se sono loro a imitare lui o viceversa. Dei Rakes adoro il singolo Retreat, per il resto musicalmente non mi sembrano un granchè, le canzoni sono tutte uguali, alcune carine, alcune noiose, però come presenza sul palco mi sono piaciuti, ci mettono passione, hanno carica, il cantante risulta subito simpatico e mette allegria. Non appena i Franz attaccano la prima nota, si scatena il putiferio: a me arriva subito una gomitata in testa e poi senza neanche accorgermene, vengo sollevata e scaraventata a lato, era come se fosse passato un tornado nel mezzo della platea. Il resto del concerto è stato una continua lotta alla sopravvivenza, a tal punto che non riesco nemmeno a ricordarmi che canzoni hanno suonato. Capisco tutto, ma le persone che apposta ti si lanciano contro con i gomiti alzati e che pogano anche su Walk Away dovrebbero essere picchiate a sangue a priori. Lasciatemelo dire ma parte del pubblico non c’entrava proprio nulla lì dentro, dubito che conoscessero una sola loro canzone, stavano lì solo per menare e fare casino. A me ‘ste cose fanno così incazzare che poi è inevitabile che rimpianga il concerto del Covo. L’acustica, almeno dove stavo io, era abbastanza orribile, la voce ad esempio si sentiva poco, loro però mi sono sembrati parecchio energici, come sempre felici di suonare, desiderosi di intrattenere e far ballare. Non hanno parlato molto con il pubblico e purtroppo non hanno fatto i balletti che avevo tanto adorato quando li avevo visti al Covo, sempre a Bologna, ma immagino che queste cose su un palco più grande e in un luogo non piccolo siano difficili da fare. Eleanor mi è piaciuta moltissimo, con Nick che suonava il piano e Alex che si era spostato a cantare vicino a lui, all’estrema destra del palco, proprio dove ero stata teletrasportata io. Da ricordare anche il momento in cui sono tutti saliti sulla pedana della batteria e poi anche il tastierista e un altro tizio si sono messi a sbattere come dei dannati sui piatti e tamburi…ci credo poi che verso la fine del concerto la bacchetta di Paul si è spaccata in mille pezzi! Riassumendo bel concerto, mi sono divertita, ho saltato, cantato e malmenato pure un po’, ma nulla di paragonabile alla loro performance al Covo, quella volta d’altra parte credo che rimarrà nella storia e non potrà mai essere eguagliata.
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