TALKING HEADS

Ecco, ho deciso: il fatto che le voci di Kapranos e di David Byrne dei Talking Heads siano molto simili non devono sviarmi per snobismo: c’è davvero una notevole similitudine di intenti tra le due band, una delle poche band americane a creare della new wave originale, non copiata e difficilmente copiabile da altri.

Il nucleo originale dei Talking Heads è David Byrne (voce, chitarra), Tina Weymouth (basso) e Chris Frantz (batteria); anche loro, come i nostri scozzesi sono un tipico prodotto dell’ambiente universitario, si conoscono infatti alla Rhode Island School of Design alla fine degli anni ’70; e come i Franz amano i libri, lo studio, l’ironia, non si vergognano di essere colti neanche nel duro ambiente punk newyorchese dell’inizio ’80.
Il loro seguente percorso è uno che spereremmo di veder fare anche ai Franz: avvalersi dell’aiuto dei musicisti più geniali del loro tempo (con i Talking Heads hanno suonato Brian Eno, Adrian Belew), creare progetti solisti anche interessanti (i Tom Tom Club di Tina Weymouth si fecero notare in ambito più pop), e regalare al frontman una carriera solista praticamente infinita, anche se attualmente un po’ noiosamente dedita alla rivisitazione di musica brasiliana…..

La discografia dello strano gruppo non proprio punk, non proprio pop, e per fortuna neanche molto americano, inizia nel 1977

L’album è un caos di note dissonanti, ritmi serrati con cambiamenti improvvisi, chitarre quasi volutamente stonate, liriche senza senso apparente e declamate con toni esaltati: chi vi ricorda?
Di questo album fa parte uno dei grandi classici della new wave, PSYCHO KILLER, che sicuramente conoscerete o avrete sentito senza sapere che cos’era: è di quelle canzoni alle quali non si può scappare….

I dischi seguenti sono More Songs about Building sand Food del 1978 e Fear of Music del 1979, che riprendono gli stessi temi, avvalendosi sempre del geniale Brian Eno. Dopo un album live nel 1979, nel 1980 la band esce con REMAIN IN LIGHT

L’album è generalmente considerato il migliore dei Talking Heads, ma ha già perso parte della sua valenza punk; la produzione è più ricca, gli anni ’80 barocchi iniziano a farsi sentire. La musica è più ballabile e funky e le voci si moltiplicano – invece dei folli monologhi di Byrne ci sono ora più voci che dialogano. La canzone più rappresentativa è l’ossessiva ONCE IN A LIFETIME, un incubo urbano che entra nella Top 20 inglese; la band suona in tour per la Gran Bretagna con un gruppo di sconosciuti irlandesi a fare da opening act, un quartetto chiamato U2….

Dopo un periodo in cui tutti i membri della band si dedicano a progetti solisti con varia fortuna, i Talking Heads si riuniscono nel 1983 per Speaking in Tongues, un album più rock, dove il cantante dimostra di avere imparato molti diversi stili vocali rispetto al disordine punk degli inizi. La canzone più rappresentativa è la celeberrima BURNING DOWN THE HOUSE.

CANZONI DA PROVARE:

Psycho Killer
Once in a lifetime
Burning down the house

CANZONI DEI FF DALL’INFLUENZA TALKING HEADS:

Take Me Out
The Dark Of The Matinée
This Fire

by Necropolitan