Il Canada ci dimostra che non è solo la terra che ha dato i natali a gente come Avril e Alanis, la dimostrazione vivente sono loro i The Arcade Fire, la band del futuro, un futuro tinto di nero, ma che si apre anche a spiragli di bianco d’azzurro…una sorta di arcobaleno nascosto dietro una coltre di grigiore, ma basta guardare meglio, l’arcobaleno ti colpirà… …Si è gia detto tutto,forse troppo su questi canadesi un po’ tristi che iniziano dal loro funerale una carriera che si preannuncia scoppiettante…a noi comunque pare che la loro fine sia parecchio lontana…
Allora cerchiamo di mettere un po’ d’ordine alle notizie che ci sono pervenute:
Gli Arcade Fire sono una band canadese di recente formazione, si sono incontrati tutti a Montreal nel 2003; la Band è formata da Win Butler, Régine Chassagne, Richard Parry, Tim Kingsbury, Will Butler, Sarah Neufeld, e Jeremy Gara. Il Nucleo iniziale è formato proprio da Win e da Régine che da soli cominciano a scrivere molte canzoni, lei impara a suonare negli anni antecedenti alla formazione del gruppo Piano, chitarra, mandolino, flauto, percussioni. Loro due sono il punto di partenza e la parte pensante del fenomeno Arcade Fire. Ma Régine e soci possono essere definiti però più che una band un collettivo, il numero dei componenti infatti è abbastanza elevato e attorno al progetto ruotano numerosi musicisti che hanno contribuito all’album, nei live comunque in genere si presentano in sette (i membri ufficiali). Le influenze palesate dalla “band” sono innumerevoli, facendo un giro, leggendo qualcosina qua e là vi accorgerete che gli Arcade ora sono accostati a questa ora a quella band…segno di un raro eclettismo musicale. Dall’album vengono fuori ad esempio gli Echo and Bunnymen un po’ ovunque, gli echi New Wave si sprecano; ma a noi interessa soprattutto quello che dai Franz hanno preso, quello che hanno "rubato" ad Alex e Nick comunque sembra abbastanza visibile, a parte che per le influenze ‘80 abbastanza palesi, forse sono i cambi di ritmo (marchio a fuoco di Kapranos) ricercati spesso nell’album che riportano alla mente la band di Glasgow (vedi il finale di Wake Up,oppure Crown of Love).
Una band dalle mille sfaccettature, difficile da analizzare, gli Arcade non hanno una collocazione ben precisa nel panorama musicale…ascoltando le canzoni vengono in mente le più svariate influenze, dai primi Cure, alla migliore tradizione rock (britannica o americana…), addirittura reminiscenze di musica popolare in Neighbourood#2 (Laika) ascoltando quella specie di fisarmonica che tira le battute per tutta la canzone, mutevoli che di più non si può, ascoltate Back Seat,sembra un estratto di Björk!; Funeral è un album molto particolare sin dal nome, riesce a stupire e allo stesso tempo riesce a mettere d’accordo tutti…la relazione con i Franz è nitida, molti hanno accostato gli Arcade ai Franz, benché diversissimi nei due gruppi abbiamo delle forti analogie, a volte il cantato ricorda molto gli scozzesi (più Nick che Alex), i cambi di ritmo repentini (di cui abbiamo gia parlato), forse nei Franz ritroviamo una sorta di essenzialità, di semplicità che negli Arcade è assente, loro vanno più per le lunghe (melodie più complesse e arrangiamenti abbastanza arditi).
L’eclettismo della band è il punto di forza maggiore,ci regalano vere e proprie perle di musica contemporanea, arrivano in fatto di emotività forse dove i Franz non sono ancora arrivati, ne perdono un po’ in fatto di impatto sonoro. Nella stupenda Neighbourhood#2 (Laika) riescono a toccare delle corde dell’anima in modo molto delicato, la canzone a tratti suona molto rock, in altre parti il cantato melodico ricorda molto la tradizione della musica popolare. Addirittura in termini di paragoni musicali potremmo non fermarci mai, potremmo citare addirittura Tom Waits (l’intro di Crown of love ricorda Mr.Waits…), in altri pezzi si fanno addirittura portavoce di una sorta di ribellione all’amore spietato (Rebellion), nell’album c’è più di un pezzo degno di nota,Wake Up, Accidents, Neighbourood#2 e Neighbourood#3, che, più che canzoni sono delle vere e proprie mini opere, oserei definirle una sorta di concept songs (un po’ difficile come concetto,ma rifletteteci) …insomma questi Arcade non hanno punti deboli, forse l’unico difetto al quale potremmo appigliarci è un’immediatezza, una freschezza che manca, a volte eccedono negli arrangiamenti (troppo pomposi), pur essendo al primo album suonano gia vecchi, ma questo potrebbe anche essere un pregio, sta a voi deciderlo…Concludo nell’affermare che sicuramente gli Arcade Fire sono una proposta valida e fuori dal coro unanime di quelle band preconfezionate, non si identificano in una sola corrente, sono eccentrici, mutevoli, sicuramente una band degna di essere menzionata e che si distingue sin dal primo ascolto. Li attendiamo fiduciosi alla seconda prova, questo non è un Funeral…l’album l’avrei chiamato "New Born" (ma è gia stato usato…)
People say that your dreams
are the only things that save ya.
Come on baby in our dreams,
we can live our misbehavior.
Every time you close your eyes
Lies, Lies!
Rebellion (Lies) – The Arcade Fire
by Aled83

