Kaiser Chiefs è il nome di una squadra sudafricana, famosa solo per un fatto: ci è cresciuto Lucas Radebe, glorioso capitano del Leeds United, che, retrocesso con la sua squadra in first divison, sta cercando di riportarla in alto; proprio a lui devono essersi ispirati i ragazzi di Leeds per cercarsi un nome cool e alla moda, senza far dimenticare le loro origini. Ricky Wilson è il "capitano" della formazione, è lui il trascinatore, voce potente, trucco 80s in bella vista, e passetti di danza senza stare fermo un attimo, nei live i Kaiser danno il meglio…
La loro prima opera, "Employment"(B-Unique, 2005) è stato un vero e proprio fenomeno in Inghilterra, New entry direttamente al numero 3 delle classifiche inglesi, dove sono rimasti per un bel po’, aggrappati alle posizioni alte, e anche i singoli che hanno tirato fuori dall’album sono andati in altissima rotazione su tutte le radio e Tv musicali (anche in Italia, chi non ha visto il video di Oh My God…)
-Eccovi due scatti della band e l’abbigliamento per niente curato dei cinque…-
È proprio un grande album questo Employment (cosi ci dicono l’NME e tutta l’Inghilterra), ricco di melodie a presa immediata e illustri riferimenti. L’influenza più visibile e palese di cui risentono Wilson è soci è quella dei Pulp; anche le parti cantate ricordano molto Jarvis Cocker.
I pezzi migliori sono comunque i singoloni che hanno trascinato il gruppo sino a dove è ora; in "I Predict a riot" danno il meglio di loro, prendendo in prestito tutto quello che il brit pop ci ha insegnato, una vera e propria Brit-Lesson, mentre "Na na na na" sin dal primo ascolto entra in testa e non esce più, un amabilissimo nonsense che ci ricorda che il gruppo è li solo per divertirsi e divertirci (altro che gruppi tristi con tanto di tragedia umana in bella vista, è forse proprio questo che piace di loro)…i Kaiser sono rampanti e rappresentano la classica band nella quale ognuno di noi vorrebbe suonare, giovani, ricchi, e terribilmente cool.
- La dimensione più adatta ai Kaiser non è il campo da calcio (come qualcuno in Sudafrica potrebbe pensare), ma bensì è il palco…Guardare per credere… –
Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, o meglio diamo a Ricky quel che è di Ricky; il successo dei Kaiser passa soprattutto da lui, tanto per la sua voce quanto per il suo carisma (sul palco e fuori); Ricky ha contribuito al successo del gruppo in maniera decisiva con performance sempre all’altezza e dichiarazioni roventi (all’attivo già un paio di scambi con Liam Gallagher). L’album è comunque buono, ricco di pezzi veramente ben fatti:Oh My God, I Predict a riot, Na na na na na, ed Everyday I Love You Less and Less, una fantastica cavalcata a crescere che è davvero un piccolo capolavoro, con Ricky che urla su un giro ipnotico di piano smaccatamente 80′s – ed è proprio forse questa pianola onnipresente che contribuisce a dare all’album un atmosfera tipicamente 80′s. I testi non rivestono grande importanza e rispecchiano invece l’attitudine giocosa della band, in "Oh My God" ad esempio cantano :"Oh My God, I Can’t Believe It, I’ve never been this so far away from home" ("Oh mio Dio,non ci posso credere,non sono mai stato cosi lontano da casa!").
I Kaiser hanno ridato vigore all’ormai desueto Brit Pop (gli Oasis non si dovrebbero vergognare di prendere spunto e imparare da loro), e si sono lanciati a capofitto nelle tracce lasciate anni prima dai Blur (Parklife), dai Pulp (Different Class), e, perché no, anche dai Duran Duran (Ricky può essere facilmente accostato a Simon Le Bon dei bei tempi). Un pedigree di tutto rispetto quindi, ma che non basta a mascherare le insicurezze palesate dalla band, Employment è si un disco valido, un fenomeno pop, ma è anche un album in cui risaltano solo alcuni pezzi (quelli menzionati, a cui aggiungo Time Honoured tradition) mentre il resto dell’album scorre in una sorta di mediocrità innocua che non ci ha colpito più di tanto.
by Aled83

