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You Could Have It So Much Better
le recensioni degli utenti di FF.it |
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THE FALLEN 3.42
Il secondo album dei Franz non inizia proprio ottimamente. Certo, è difficile superare una Jacqueline, ma avrei sperato in qualcosa di più dalla prima canzone. (A questo punto mettere DYWT come inizio sarebbe stato quasi più adatto). The Fallen non è più lunga di altri brani del disco, eppure sembra non finire mai; la storia del loro amico di Glasgow che lotta per farsi notare e ancora non è stato notato (ricorda un po’ la storia degli Oasis che scrissero una canzone per Richard Ashcroft, allora sconosciuto, e rimasero un po' male quando The Verve arrivarono all'enorme successo) non è interessantissima, non è pruriginosa come quella di Michael ne' poetica come quella di Jacqueline, e insomma ne viene fuori un predicozzo che stanca già dopo un minuto. Si avvertono momenti di omaggio ai Kinks, ma in generale la canzone è dispersiva, non troppo originale; i Franz in pilota automatico). Quasi è un sollievo, e mi dispiace molto dirlo, quando l'intellettuale THE FALLEN lascia il posto al singolone massiccio che ci tormenterà per i prossimi vent’anni.
DO YOU WANT TO 3.34
Appunto: ha la stessa lunghezza, ma questa fila come un treno. Del singolone ne abbiamo parlato a lungo, e generalmente male. È ruffiano, è costruito apposta per le classifiche (poche parole, molto ritmo, un generale trallallà che piace dai 2 ai 90 anni), è una spina nel fianco per i fan, eppure… fa ballare tutti, mantiene una fievole traccia dei Franz casinari, divertenti divertiti del primo disco, e poi pensate il piacere dei ragazzi quando sentono ventimila ragazzine in uno stadio che cantano quella frase! Musicalmente non c’è molto da dire: è una canzone pop, sempre un filino Talking Heads ma meno che in passato, è una cosina così. Meglio di Crazy Frog, comunque. Il tiro micidiale e meccanico è puro Franz, il basso di Bob (così come in tutto il disco) non perdona, alla fine lo accetteremo per osmosi e io non dirò mai più che TAKE ME OUT era commerciale. Un appuntino: il finalino (lucky lucky yeeeeeeaaahhh!!!!!), sebbene sia classico della scrittura di Kapranos, non è un granché. Troveremo in seguito altre canzoni valide rovinate da finalini improbabili. Come mai questo nuovo vizio?
THIS BOY 2.21
Terza canzone e si comincia a ragionare. Questo è chiaramente rimasto nel cassetto di Alex dai tempi degli Amphetameanies; anche se l’hanno riattata in versione pop-indie, la sua vera natura ska è inconfondibile. La canzone è nota da un pezzo, essendo stata suonata live praticamente da sempre, quindi sapete tutti che è un indiavolato rock incalzante, di quelli da saltare su e giù. Uno dei momenti migliori del disco, e come tutto il buon rock, non un secondo più lungo del necessario.
WALK AWAY 3.36
Jarvis, corri! C’è bisogno di te! Non equivocate: è una splendida canzone, una semi-ballad romanticissima dal testo originale e amaro (“I love the sound of you walking away..."). Se qualcuno alla Domino ha un granello di sale in zucca questo deve essere un singolo, corredato di gran video vecchio stile – perché è , infatti, un po' una canzone vecchio stile, di grande respiro, malinconica; magari con una chitarra acustica un po’ fuori luogo, ma è davvero un dettaglio nell’insieme di una splendida canzone, con un momento di la la la la davvero da storia del pop.
Un solo dubbio rimane: che splendore sarebbe stata se l’avessero fatta i Pulp dieci anni fa?
EVIL AND A HEATEN 2.05
Ricordiamo tutti di aver sentito stralci di questa canzone durante le registrazioni in Scozia, e prometteva bene la sua base wave e distorta, piuttosto germanica (che strano…). Infatti ne è nata una vera bomba, che quasi definirei psychobilly, quasi affannosa, estremamente ballabile, dominata dal basso granitico di Bob e da un Paul che pesta di gran lena: personalmente una delle mie preferite del disco. Il testo cupo ed enigmatico, pieno dei soliti in-jokes probabilmente riferiti a persone o luoghi del passato, poco importa: questa è la vera musica per far ballare le ragazze.
YOU’RE THE REASON I’M LEAVING 2.47
Il titolo mi aveva ingannata a credere che fosse una canzone “d’amore triste”, ma credo - in mancanza però di conferme - che possa essere una canzone di amore e odio verso una città; entrambi lasciano la città "sotto un sole ottimista, mentre alla radio c'è quella canzone dei REM che dice Everybody…". Degno di nota in questa canzone è il bridge, che è puro Giorgio Moroder, e come tale è splendido ma mal si adatta al pop un po’ floscio del resto della canzone, che musicalmente non spicca molto. C’è però Nick ai cori, e questo ci fa piacere, perché non partecipa molto in questo disco.
ELEANOR PUT YOUR BOOTS BACK ON 2.50
Il momento Yoko. Per fortuna sapevamo già tutti che il disco avrebbe contenuto una canzone con questo titolo, e ci eravamo rassegnati alla canzoncina d’amore un po’ dispotica (Alex: “Io in questo disco voglio mettere una canzone per la mia fidanzata.” Paul e Nick: “E se noi avessimo canzoni per le nostre mogli?” Alex: “Non ve le faccio mettere”).
Ma proviamo a scrollarci di dosso questa fastidiosa sensazione-Yoko e cerchiamo cosa c'è di buono e di cattivo in questa tremenda ballad. Di buono: Alex vuole far sapere al mondo che la sua prossima e ormai credo inevitabile carriera solista sarà quella di un artista serio, un raffinato cantautore, che sa scrivere delicatissime piano ballads oltre a hit da classifica. (non c’era bisogno: chiunque abbia ascoltato i Karelia lo sapeva già. Poteva risparmiarsi lo sforzo, e almeno per i Karelia scriveva canzoni più personali.)
Di cattivo: Paul McCartney.
Certo, non possiamo fargliene una colpa: ha copiato una canzone da McCartney? Che sarà mai, ci sono band che pubblicano album da un decennio facendo lo stesso. Non faccio nomi. Un po’ più di originalità musicale, però, ci avrebbe forse indorato leggermente questa pillola.
Inoltre, e qui forse mi addentro in un discorso troppo lungo: esistono canzoni d'amore scritte per una persona in particolare ma che sono diventate “patrimonio mondiale” dei romantici di tutto il pianeta. Questa, però, è una canzone imbarazzantemente personale, un in-joke assolutamente intimo tra loro due, che al massimo avrebbero potuto relegare a una b-side; la sua presenza nel bel mezzo di un album rock è incongrua, rovina il dinamismo che la sequenza delle canzoni aveva creato fino a questo momento, ed è semplicemente di cattivo gusto, nell’ambito di questo disco.
È però un vero strumento del diavolo: bastano due ascolti perché non vi esca più dal cervello (non per niente Sir McCartney è baronetto: perché lui aveva già capito tutto sulle canzoni catchy 40 anni fa), e se poi avete anche la sfortuna di leggerne le zuccherorissime lyrics, è la fine: un giorno vi troverete a canticchiarla e vi vergognerete a morte. Non sto neanche a dirvi della fastidiosissima armonica che ogni tanto "abbellisce" questa cosa.
WELL THAT WAS EASY 3.02
Parte in quarta come classica disco-dance arrivata dritta dai dancefloors del 1979 tramite un buco spazio-temporale, ma anche questa volta c’è il trucchetto del cambio di tempo a metà dei procedimenti (inizia a diventare prevedibile, ma sappiamo che è il trucco preferito dei nostri ragazzi); il testo si mantiene sul pessimismo generico fino ad arrivare a due righe sorprendenti, così "fuori stile" per una canzone dei Franz che non possono che essere un momento di vita vissuta di Kapranos. Per il resto ci sono molti coretti e la la la la: a dire il vero l'intero disco è sovrabbondante di coretti la la la la, e ci si chiede se non siano un po’ un modo di allungare il brodo in mancanza di veri contenuti. La canzone prosegue poi sfiorando vari stili, un po’ perdendosi, e muore con un coretto che, a onor del vero, non è la la la la ma du du du du.
WHAT YOU MEANT 3,22
Ancora cupezza e depressione in un testo riferito a una relazione con una donna, una chitarra acustica che arpeggia in sottofondo, improvvisamente diventa Sergeant Pepper dei Beatles per quindici secondi, poi torna ad essere una canzone dei Franz, poi c’è un momentino dub quasi Police…. un po’ pasticciata. Non credo sarà mai al top delle classifiche delle canzoni più amate dai Franz. Prevedo invece che sarà tra le preferite del tasto SKIP del vostro lettore.
I’M YOUR VILLAIN 4.02
Un altro inizio alla Moroder, ottimo, fa sperare bene; iniziano chitarre un po’ Bowie-berlinesi, perfette anche quelle; una parte cantata un po’ inutile, e poi – indovinate – il cambio di tempo! Per fortuna dopo trenta secondi di caos si torna sul piacevole binario Bowie-Eno, dove la canzone resterà anche un po' tanto a lungo, se proprio bisogna dirlo. Il testo non è neanche così interessante da giustificare i quattro minuti e due secondi. Sul finale cercano di ripetere una nuova “ich heiße superfantastisch” con l’ormai famosissimo coretto “see you later baby see you later”, ma non è proprio la stessa cosa (sebbene sia, tecnicamente, uno dei momenti più ben fatti del disco).
YOU COULD HAVE IT SO MUCH BETTER 2.40
Oh mio Dio, ho un dèjà vu, ho pensato. I primi 15 secondi sono fotocopiati da David Bowie periodo Ziggy Stardust. Il resto della canzone è solamente ispirato al Bowie glam, con un bel ritmo trascinante e chitarre severissime, ed è estremamente piacevole. Sempre meglio un tributo al glam che un’intera canzone McCartney. Peccato per testo "attivista" e “politico”, che fa un po’ a gara con quelli dei Coldplay...
FADE TOGETHER 3.03
Un’altra piano ballad, meno irritante di ELEANOR, ma anche qui non vedo perché non potesse essere una b-side. L'esempio a cui rendono omaggio sono qui i primi Queen, dei quali sanno riprendere le melodie ambiziose pur mantenendosi molto composti (specie nell’elegantissimo finale). È anche l'unica canzone che forse potrebbe dare qualche adito a quelle voci secondo le quali questo album sarebbe stato ispirato a Bob Dylan. Cosa dire: è tecnicamente ottima e piacerà a tutti, ma l’avrei amata di più se fosse stata una b-side, invece di vedermela imposta sull'album.
OUTSIDERS 4.02
Bel colpo, boys, piazzare la canzone più bella dell’intero album alla fine!!! Ma sono dettagli. In questo brano i nostri bravi, colti e versatili ragazzi dimostrano di meritare un bel trenta e lode all'esame di "Bowiologia berlinese”: non manca niente in questa che potrei definire una riproduzione storica della leggendaria trilogia berlinese Low-Heroes-Lodger, 1977-1979: il basso funky, il giro di chitarra semplicissimo e scheletrico che si ripete all’infinito, distorsioni elettroniche che ci fanno immaginare Brian Eno seminascosto da una tastiera-Medusa con milioni di cavi, la voce che scivola giù e risale suadente in stile tipicamente Bowie, quel tipo di sensazione di “infinito viaggio in avanti" che solo Eno sapeva creare (e che infatti i Franz imitano ma non riescono a riprodurre davvero), la produzione spoglia e minimalista: che meraviglia.
Anche il testo, per una volta, può toccare le corde degli ascoltatori, che possono finalmente sentirsi coinvolti, e non sentire di essere calati nei ricordi personali di Kapranos. Questa diventerà la AUF ACHSE del nuovo disco: la canzone più bella, ma che MAI diventerà un singolo, la Cenerentola per la quale la festa, per fortuna, non finisce mai. Un solo appunto: c’era bisogno, in questi quattro minuti di pura goduria, di infilarci altri dannati assoli di armonica? Sì, lo ha fatto anche Bowie, ma a lui riuscivano meglio…..
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1.The Fallen ..... non mi piace, è inutile, anche dopo tanti ascolti non mi coinvolge per nulla.
2. Do You Want To ...... carina, mi piace anchese non sfonda, live senza effetti è meglio, un poco di orecchiabilità è concessa anche se da loro ci aspettiamo sempre il pezzo che spacca!!
3. This Boy ...... bellissima, è decisamente migliorata, ritmo indiavolato ed è cantata benissimo, piccole aggiunte nell'arrangiamento azzeccatissime!! Spero diventi un singolo
con un bel video scoppiettante!!
4. I'm Your Villain ..... bella, è un po' peggiorata, cantata male, senza il giusto tono virile, sembra una voce meccanica senza anima e volontà ma la canzone rimane bella.
5. Evil And A Heathen ..... caruccia ma non troppo, è rimasta la stessa del Diary, speravo evolvesse, sembra ancora non finita... non ha corpo, si consuma subito.
6. You're The Reason I'm Leaving ..... bellissima, finalmente una vera sorpresa, l'unica grande sorpresa del cd purtroppo..
non c'è da dire molto, quando trovi quello che funziona è tutto ok!!!
7. Well, That Was Easy ..... bella ma è un po' peggiorata, più moscia rispetto a prima, rallentata, avrei preferito poco più veloce e cantata con più vigore, e poi troppi effetti (ancora!!)
8. Eleanor, Put Your Boots Back On.... non la digerisco, è insulsa, l'avrei accettata forse come b-side di un singolo, perchè qui ribadisco che non c'entra nulla... non è il sound dei Franz, mi sembra più il capriccio di un innamorato, this fire è la canzone d'amore più bella che abbia mai sentito, dove sta scritto che per essere romantici e passionali si debba scrivere una canzone lenta? *questa è una domandina che gli farei molto volentieri....se i capi l'accetteranno*
9. What You Meant.... mai digerita, ne prima ne dopo... non mi dice nulla... anzi all'inizio mi spaventava il live di mosca, è come se (ritornello a parte) la voce e la musica andassero in direzioni opposte... direi piuttosto bruttina...
10. Walk Away .... non mi è mai piaciuta, ma qui è un po' migliorata, e mi dispiace che ne faranno il singolo anche se il video sarà sicuramente carino, la vedrei comunque bene come colonna sonora di un film pulp...
11. You Could Have It So Much Better .... salvo solo il testo, ma essendo questa una canzone e dando io importanza alla musica e non ad i testi il risultato è che non mi piace affatto!!!
12. Fade Together ..... se qualcuno di voi conosce The Millionaire Waltz dei mitici Queen sa che non c'era bisogno di un altro Walzer, perchè uno è già difficile da proporre e se non sei una Regina allora è meglio lasciar perdere!!
13. Outsiders .... piacevolissima sorpresa del cd, anche se a dire il vero mi sembrava presto per far riciclare ad Alex il suo vecchio materiale, comunque ne hanno fatto un ottimo pezzo alla Franz, ma difficile da riproporre live con una esecuzione decente ... staremo a sentire...
Sensibile delusione quindi per quanto riguarda il materiale nuovo, solo You're The Reason I'm Leaving è degna dei primi Franz (si perchè purtroppo ora dovremmo dire così vista la loro convinta nuova strada e nuovo suond proposti)
Tra tutte le canzoni nuove salvo solo do do do e You're The Reason I'm Leaving ..... STOP
Io non capisco perchè dopo che un gruppo trova successo ha il terrore poi di riproporsi con lo stesso sound, non è una questione di prevedibilità ma di coerenza secondo me..... è proprio per quel sound che sono tanto piaciuti e allora perchè ripudiarlo? * altra papabile domandina... capi compiacendo*
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...PREMESSA: ho ascoltato il cd nuovo un numero innumerevole di volte, e non mi stanco mai di ascoltarlo. quando arriva la fine di "outsiders" mi sento come se per l'intera durata del disco fossi stata sospesa in una dimensione parallela, e dopo l'ultima nota mi sento di nuovo ributtata nella triste dimensione reale...
in poche parole: E' UN CD FAVOLOSO!
io che suonicchio la guitar e che ho provato a suonare quasi tutte le canzoni dell'album posso dire:
1- THE FALLEN ha un inizio grandioso e mi piace un sacco!anche la parte finale suona benone...e poi è una delle poche canzoni in cui c'è nick che fa i suoi coretti, quindi...
suonarla è totale goduria
2- DO YOU WANT TO è proprio fatta per esser un singolo, ti entra in testa e difficilmente ne uscirà mai...come keith, anche io la canticchio per casa. ho trovato la tablatura, ma è una roba incomprensibile, quindi non mi son ancora cimentata. questo per dire che dietro l'apparente *scemenza* del testo, c'è un estrema ricerca di virtuosismo musicale, che al nostro nick riesce sempre meglio!
3- THIS BOY ha mantenuto l'energia delle esibizioni live, per fortuna! sono d'accordo con roru sulla possibilità di farla diventare un singolo con un video totalmente folle! goduriosa da suonare ed ascoltare anche lei...
4- WALK AWAY preferivo la versione acustica eseguita al Lamaq Christmas' special...la versione dell'album mi sembra un pochino fredda, non so. l'elettronica la resa così, forse...magari è solo un'impressione.
5- EVIL AND A HEATHEN sarebbe stata veramente stupenda se fosse restata strumentale, come nel diary! ha una chitarra e un basso accattivanti, e davvero difficili da trascrivere...non ho ancora trovato nessuno che si sia azzardato a scriverne la tablatura! son mesi che la cerco!!!
6- YOU'RE THE REASON I'M LEAVING una delle poche canzone scoperte solo con l'uscita dell'album. non abbiamo nessuna versione live precedente con cui confrontarla...
è bellissima, basso favoloso, come l'assolo di chitarra della parte centrale.
7- ELEANOR PUT YOUR BOOTS ON la canzone che tanto abbiamo criticato...in fondo è bella anche lei. secondo me, non dovremmo dire che non c'entra nulla con lo stile franz. abbaimo varie testimonianze di versioni acoustic delle loro canzoni più rock (take me out, cheating on you, jacqueline...), a dimostrazione del loro amore per la chitarra classica. anche questa è una delle loro varie sfaccettature! ed è bello che ne abbiano tante, altrimenti, che noia se le loro canzoni fossero tutte uguali!
Eleanor è bellissima da suonare, ti senti completamente trasportare dai suoi dolcissimi accordi...
8- WELL THAT WAS EASY in effetti è diventata molto più lenta rispetto alla demo...purtoppo. chissà perchè i franz tendono a rendere più veloce il ritmo nelle esibizoioni live e invece a registrarle per l'album con un ritmo più lento...è un vero peccato... è comunque fabulous da suonare, ha un bel sound...
9- WHAT YOU MEANT è davvero carina! tempo giusto, riff giusto, accordi più allegri del solito (i noster amano i vari La minore ecc...). va benone suonarla quando ci si sente un po' giù...è bellissimo questo contrasto testo-triste accordi-allegri!
10- I'M YOUR VILLAIN si è un pochino "ammosciata"...preferivo la versione con il coretto sfasato di nick. comunque...resta bella.
11- YOU COULD HAVE IT SO MUCH BETTER testo davvero franz, accompagnata da un bel giro di accordi. mi piace! non vedo l'ora di poterla suonare!
12- FADE TOGETHER tempo di walzer per una bellissima canzone d'amore che mi fa venir le lacrime agli occhi ogni volta che la ascolto e la suono. perfetta così com'è...
13- OUTSIDERS stupendo ed equilibrato miscuglio di stili. niente da dire in assoluto, a parte che appena ho trovato gli accordi mi son messa a suonarla a ripetizione, GODURIOSA DA SUONARE anche lei!
scusate se ho usato tante volte l'aggettivo godurioso ma mi sembrava l'unico adatto a spiegare quello che provo quando suono...
bye bye à la prochaine recension...
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Si poteva pensare ad un disco noioso. Un disco che non fosse altro che una brutta copia del sorprendente esordio.
E lo avevo pensato. Le mie speranze per questo You Could Have It So Much Better erano decisamente negative. Mi aspettavo insopportabili pezzi statici, pesanti, trascinati alla fine con fatica. Mi aspettavo brani sull'onda degli odiosissimi "van tango" o "shopping for blood". Non pensavo che la new-new wave franzferdinaniana vantasse molti esiti possibili in più rispetto a quelli già apprezzati.
Inubbiamente sono rimasto piacevolissimamente sorpreso. Il disco è più che apprezzabile e per lo meno non è esclusivamente indirizzato alla ricerca di stupidi motivetti catchy. A parte il ridicolo episodio svilente "Do You Want To" (sul quale non intendo spendere molte parole in quanto considerabile molto semplicemente alla stregua di un prodotto-gadget ordinato dalla casa editrice) si nota in quasi ogni pezzo la volontà di costruire qualcosa di interessante. Che poi ciò non riesca con costanza è da imputare e ai limiti evidenti in fatto di originalità del loro stile musicale e ai normali alti e bassi di qualsiasi gruppo.
I paragoni col primo lavoro non possono che essere suscitati spontaneamente. Per i primi 10-15 ascolti non ho fatto altro che comparare i due dischi, giungendo alla contraddittoria conclusione di trovarmi di fronte a due prduzioni "uguali ma diverse". Tantissimi elementi fondamentali sono rimasti idiscutibilmente: i ritornelli costruiti su poche parole ripetute a raffica, i cambiamenti di intensità durante uno stesso pezzo, con la voce di Alex che quasi sempre si trova sola con basso e batteria, le radici vagamente dance, i coretti (seppur ridotti) di Nick, i tempi essenziali, precisi ed energici di Paul...d'altra parte, come già convenuto, ychismb non è una squallida copia di FF. Perciò i testi diventano infinitamente più lunghi ed elaborati, le liriche ben lontane dalla spensieratezza (forse solo apparente) dei brani del primo album, le distorsioni delle chitarre molto più sporche, la produzione di Dan The Automator molto più invasiva, il lavoro di Paul alla batteria molto più accurato (esaltante a tratti). E inoltre Alex ha inserito nell'album tre perle assolute, tre pezzi (semi)-acustici, tre ballatone pesantemente influenzate dalla tradizione pop britannica che portano varietà e qualità al disco.
Tuttavia si apre con The Fallen, un pezzo che sembra voler dire che i Franz non sono quasi cambiati. Un'apertura accurata, orecchiabilissima, accattivante, una scarica di energia piacevolissima. Alla lunga forse inferiore dal capolavoro jacqueline ma sicuramente live risulterà devastante. Il LA LA LA LA è uno dei cori, anzi il PIù BEL CORO mai sentito dai Franz. Peccato duri solo pochi secondi, uno dei momenti più divertenti dell'intero lavoro. They're all damned.
Saltando a piè pari la penosa track nr. 2. che non mi stancherò mai di skippare, arriviamo a this boy. Eredità a quanto pare di vecchi lavori Kapranosiani. La natura ska della song si avverte chiaramente nel classico charleston sincopato di Paul. Il ritornello è semplicemente bello, a parte l'inutile appendice I WANT A CAR I WANT A CAR....forse i Franz dovrebbero affrancarsi da questa ricerca eccessiva di "inni-live", perché effettivamente non si vede l'utilità di certe parti del testo fuori dal contesto di un'esibizione.
In ogni modo già alla track nr4 troviamo la attesissima Walk Away. Devo dire che no avrei saputo immaginare di meglio, ascoltato il "demo" acustico. Il testo è veramente ben fatto, con la divertente scenetta dipinta alla fine e le provocazioni del ritornello. Le frasi iniziali delle due strofe (i swapped my innocence for pride.../i cannot turn to see...) sono veramente da brividi. Adattissima come singolo.
Tanto per ritornare in ambiente Franz, appena finita walk away ci investe la scarica di evil and a heathen. Gli effetti-areoplano applicati alle chitarre sovraincise sono azzeccatissime, il ritornello come al solito orecchiabile. Ma la base della canzone questa volta è il sempre anonimo Bob che elabora una linea di basso potente quanto poco complicata (leggi: demenziale). Ma spesso il basso è più bello se non si lascia andare a inutili virtuosismi (un esempio per tutti: message in a bottle).
Subito dopo arriva You'r The Reason I'm Leaving. Una canzone che non rimane molto in testa ma che esprime appieno l'essenza dell'album, fatta di testi aggressivi (o tristi, o malinconici, non saprei) e altrettanto aggressive distorsioni. E' un ponte verso il punto più alto dell'album: la dedica alla fidanzata Eleanor. Questo pezzo mi piace da impazzire, mi è piaciuto fin dal primo ascolto e penso mi piacerà per sempre. E' una chiara copiatura dei Beatles ma questo non mi dispiace assolutamente, da bravo Mad Fer It. Il testo è dolce ed enigmatico. L'abbinamento chitarra-pianoforte (con i bassi di quest'ultimo arrangiati veramente bene) incantevole e la melodia paradisiaca. Ci si rilassa sul "come on over here" di Alex per 6 secondi e arriva la terribile rullata di Well that Was easy a risvegliarci. Anche questo brano non mi dispiace per niente. Un brano-collage, che parte a tutta velocità e lascia spazio ad un ritornello simpatico e orecchiabile. L'atmosfera comunque è sempre la stessa: qui Alex esorta il destinatario a ucciderlo. Sarebbe interessante cpire perchè questa vena pessimista attraversa inesorabilmente tutto il disco. In ogni modo la conclusione del pezzo conferma come Paul si sia impegnato intensamente nelle registrazioni: gli ultimi 30 secondi sono decisamente ben costruiti.
Poi arriva un pezzo misterioso. What You Meant. Forse il titolo della canzone potrebbe essere una domanda da rivolgere ad Alex riguardo la canzone stessa. Una canzone che include radici dance, chitarre distorte, pezzi lenti con arpeggi di chitarra acustica...Non cerco una inutile spiegazione, l'effetto mi piace e va bene così. La vena negativa non manca nemmeno qui e verso il minuto 2.20 la voce di Alex è distorta, la musica cambia e un senso di disagio mi piomba addosso. Ma è solo un antipasto per la traccia successiva, la "funeralesca" I'm Your Villain. L'inizio sembra davvero preparare ad un lutto. Durante i primi ascolti si fa decisamente odiare. Ma poi se ne apprezza la potenza distruttiva e la carica devastante del ritornello, senza tralasciare la divertente coda SEE YOU LATER BABY SEE YOU LATER. Oramai conclusioni di tale fattura, con l'heeeeeeey di Alex stanno diventando una peculiarità dei Franz.
E giungiamo infine alle tre ultime canzoni. Il riassunto tematico-ideologico del disco. Atmosfere sempre più cupe. Parole pesanti. Tristezza. Sensazione di impotenza. Desiderio di riscatto. Suoni duri. Apre questo mini-ciclo la trascinante omonima dell'album. Veramente bello l'inizio del pezzo, con Alex solo con la chitarra. Più si va avanti più si viene coinvolti, il ritmo si fa deciso, il ritornello intrigante è un'esortazione a farcela da soli. Una canzone che personalmente mi tocca in modo particolare ma la sua qualità è indipendente dal destinatario del messaggio. Peccato non la facciano live, sarebbe un delirio totale. YOU COULDHAVEITSOMUCHBETTER IF YOU TRY, IF YOU TRY, IF YOU TRY....Stupenda.
La penultima traccia è il terzo capitolo acustico dell'album. E anche Fade Together non delude. E' la più calma riflessiva e meno elettrica delle tre. Ovviamente anche la più malinconica. Strappalacrime. Il testo è dolcissimo e va bene in qualsiasi situazione. Alex dimostra un netto talento. Penso che la sua strada sarà sempre più proiettata verso questo genere di produzioni, come se i Franz fossero una parentesi divertentissima della sua vita. Sempre più apprezzabile l'abbinamento piano-chitarra, non capisco perché si disdegni un bel set acustico in un concerto, ce ne sarebbe di materiale da divertirsi.
La chiusura è molto simile alla chiusura del primo album, in cui 40ft abandonava ogni motivetto alleegro per angosciarci piacevolmente con la sua bellissima cantilena... Outsiders è sicuramente uno stupendo pezzo, costruito su un testo con una evidente natura di protesta e su suoni ani '80. Forse un po' troppo malinconico, ma come chiusura va più che bene.
In sostanza, esclusa l'analisi scientifica, il disco mi piace e soprattutto mi piacciono i Franz. Mi appaiono sempre più come Gruppo. Quando ascolto le loro canzoni ogni elemento è ben individuabile, ognuno ha il suo ruolo e sembra che Alex canti solo perché tutti hanno deciso così- E' un impressione soggettiva ma è bello vederli così.
In prospettiva live saranno semplicemente spettacolari. Il misto fra gli ottimi spunti di questo lavoro e i capolavori del primo ci farà divertire decisamente
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Allora, premettiamo che il primo album dei FRANZ sarebbe stato comunque neguagliabile per impatto sulla scena Indie, per spessore, l'effetto novità, il primo album aveva tutto, il secondo ha solo il vantaggio che gli aquirenti sanno che quest'ultimo è stato fatto da quelli che hanno fatto il primo.
Quindi attendevamo You Could Have So Much, come il grande album che poi non si è rivelato. Personalmente non sono deluso da quello che i Franz hanno fatto, a me You Could Have piace molto anche se non possiamo paragonarlo come gia detto al primo Franz Ferdinand. In questo album tuttavia ci sono molti spunti interessanti, Alex e Nick cercano di deviare la "monotonia" sonora (anche se fantastica) che avevamo nel primo album, cercano di spaziare, dai tiratissimi "You're The Reason I'm Leaving" e "Well That Was Easy" in stile primo album, alla lenta e travolgente "Walk Away", passando per la stupenda traccia che da il titolo all'album.
Insomma i Franz cercano di darsi un piglio più internazionale, un album a più ampio respiro che cerca di attirare alla band quanti più fan è possibile, ne è una dimostrazione la scelta dei singoli, dei quali il primo è "Do You Want To", in pratica il pezzo più commerciale dell'album. Questa non vuole essere una critica, ma secondo me Alex preso dall'incombenza dell'inesorabile scorrere del tempo, sta cercando di tirare fuori dalla band il massimo possibile, i Franz sono gia in studio per il terzo album (Uno nel 2004, questo nel 2005,un altro nel 2006, cosi rischiano di rovinare quanto di buono hanno fatto...spero che si prendano una pausa perchè questo You Could Have It tanto male non è.
A proposito dimenticavo This Boy, fantastica!!
Pezzi Migliori: You're The Reason I'm Leaving, you Could Have It SO Much Better, This Boy.
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